Biografia
Fu maestro elementare, come suo padre e suo nonno e
l’insegnamento fu per lui autentica passione di vita, per oltre un quarantennio. Fin dall’adolescenza, diciamo dall’età di circa 13 fino ai 18 anni, egli soggiornò stabilmente in Romania, compiendo gli studi ginnasiali e parzialmente quelli liceali nella cittadina di Hălăucești (distretto di Iași, regione storica della Moldavia), all’interno del Seminario provinciale francescano dell’ordine dei Frati minori conventuali di cui un suo zio materno era il superiore. Terminati gli studi in Italia era tornato in Romania allo scoppio della prima guerra mondiale.
Rientrato in Patria, fu inviato in Albania e precisamente a Valona il 9.11.1917 quale
interprete di lingua Rumena presso il Quartiere Generale del XVI Corpo di Armata, rimanendovi fino al 10.12.1918. Durante tale periodo ebbe ad incontrare a Scrofatina, nei dintorni di Valona, una colonia di Rumeni, chissà da quanti secoli qui emigrati, chiamati «Ciobani», cioè pecorai; di essi
raccolse numerosi canti che celebravano la loro vita e la loro lotta contro gli Albanesi per la difesa e la conservazione del loro gruppo etnico. Questi canti egli li trascrisse in buona lingua rumena e in italiano; tutto però andò disperso. Fu questa comunque la sua
prima esperienza folkloristica.
Opere
Ebbe così inizio la sua poderosa
attività di studioso, di compositore e di raccoglitore: Ginobili, è bene ricordarlo, ha scritto
22 operette (otto edite, 14 inedite, scrivendone talvolta sia le parole che la musica);
78 sono le composizioni musicali edite, numerose le scenette e i canti per fanciulli e ragazzi. È stato fondatore e direttore di giornali e riviste (Picena Genìa e Vita Nostra, per citarne alcune). Ha partecipato e vinto in numerosi concorsi poetici e musicali. È stato collaboratore prezioso e apprezzato di diversi giornali; da un elenco parziale formato dall’ing. Aldo Chiavari sappiamo che tra il 1938 ed il 1972 ha scritto ben 560 articoli pubblicati su giornali locali e nazionali. (senza considerare gli articoli pubblicati tra il 1920 e il 1938).
La sua attività instancabile e profonda ha raccolto il
riconoscimento di personalità del calibro di Beniamino Gigli, Lino Liviabella, Adriano Ariani, nonché di eminenti studiosi italiani e stranieri come Ugo Betti, Cristine Platzer, Giulio Natali, Giovanni Tucci. Nondimeno
ha raccolto lodi e apprezzamenti dai maggiori studiosi della lingua quali Bruno Migliorini, Giacomo Devoto, Luigi Heilmann, Carlo Tagliavini, Joachim Hohmann, Giovanni Crocioni e Paolo Toschi, questi ultimi tra i maggiori studiosi del folklore italiano. Proprio Paolo Toschi [(Lugo, 8 maggio 1893 – Roma, 1974) è stato un filologo e storico della letteratura italiano, noto soprattutto come studioso di letteratura folcloristica. Insieme a Francesco Balilla Pratella, Paolo Toschi è considerato il folclorista romagnolo più noto in ambito nazionale].
Toschi in una lettera diretta a G.G. del marzo 1956, per ringraziarlo dell’invio di un suo volume, afferma: “È ancora un aspetto del folklore della sua Terra che ella ha illuminato, in modo da aggiungere un colore e un valore al quadro che Ella va disegnando. Quando tutto sarà pubblicato, Ella potrà dire di aver eretto un monumento alla sua terra nativa”.
Ginobili effettivamente è stato
il più grande raccoglitore delle tradizioni popolari della nostra terra in ben 46 pubblicazioni edite tra il 1937 e il 1973. Mediante un’attività instancabile e al prezzo di personali sacrifici ha raccolto canti di bambini, stornelli, laude, canti religiosi, dispetti e cagnare paesane, blasoni, favole, costumanze di ogni genere, superstizioni, canti d’amore, canti per le diverse stagioni dell’anno, canti per la trebbiatura, per la vendemmia, tradizioni contadinesche e dei marinai piceni, feste religiose e civili.
Il nostro folklorista è attento nel raccogliere e tramandare anche diverse leggende che era solito udirsi nelle campagne in merito alle vite dei Santi o a veri o presunti passaggi di questi ultimi nella nostra regione durante i loro pellegrinaggi. Molto significativi sono anche i testi in cui sono raccolti i canti religiosi delle festività, come il Natale, la Pasqua, l’Avvento, nondimeno ciò che il popolo usava fare durante le solenni processioni che si snodavano nei diversi periodi dell’anno. Nell’ampia raccolta ginobiliana trovano spazio anche le usanze culinarie e le ricette gastronomiche della nostra regione. Grande attenzione riserva Ginobili alla musica e al canto tradizionale, argomenti cui ha dedicato diverse, importanti pubblicazioni.
Il Glossario dei dialetti di Macerata e Petriolo
L’opera considerata tra le più importanti, a livello nazionale, è senza dubbio
Il Glossario dei dialetti di Macerata e Petriolo. La compilazione di questo lavoro monumentale ha occupato gran parte della vita dell’autore e deve essere stato tra i più lunghi e faticosi della sua carriera, tanto che lui stesso parla di “indicibile, titubante trepidazione e preoccupazione” per la sua compilazione. Il Glossario raccoglie più di 15.000 vocaboli dialettali usati a Macerata e Petriolo, parole ed espressioni proprie della cultura e tradizione locale che Ginobili ha saputo, con molta fatica, raccogliere e tramandare alle generazioni future. Tra gli scopi principali dell’opera c’è indubbiamente quello di fornire un ulteriore apporto alla lessicografia marchigiana, in quanto tale patrimonio lessicale stava a mano a mano scomparendo, in conseguenza del cambiamento di abitudini e di stili di vita.