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A lezione di saltarello

Attività esperienziale


 
 

Workshop per imparare a ballare la tipica danza del centro Italia, le cui melodie furono trascritte da Giovanni Ginobili e inserite nei Canti Popolareschi Piceni.
L’evento si terrà in occasione del Saltarello Folk Festival.

Dettagli attività
Nelle bellicose popolazioni dell’Italia preromana, le danze di origine sacrale-militare hanno lasciato una profonda influenza nel popolo. Non è dunque un caso che i Romani chiamassero saltationes le danze di estrazione popolare. Con il tramonto dell’Impero, le testimonianze sulla danza si interrompono. Le fonti iconografiche e scritte ricominciano ad essere copiose a partire dal XIV secolo. Il primo documento noto riguardante il saltarello è il manoscritto Add. 29987, conservato al British Museum di Londra. Si tratta di un manoscritto toscano compilato fra il XIV e il XV secolo e appartenuto ai Medici che contiene una miscellanea di brani musicali: madrigali, ballate, motetti e danze, fra cui alcuni saltarelli. Nel 1455, il celebre maestro di danza Antonio Cornazzano, nel suo trattato Libro dell’arte del danzare, descrive il saltarello come “ballo de villa” (danza rustica), contrapponendola alle danze aristocratiche. Il saltarello si afferma come una delle quattro forme di danza di corte fino al XVI secolo, accanto alla bassadanza, alla quaternaria e alla piva. Solo tra il XVII e il XVIII secolo compaiono i primi documenti che lo attestano quale danza popolare. Dal XVII secolo il saltarello si afferma come la principale danza tradizionale del centro Italia. Le sue varianti locali sono ancora oggi conosciute e praticate, anche se durante il secolo scorso, a causa della progressiva industrializzazione, ha perso i suoi caratteri originari. Le melodie del saltarello sono state a lungo tramandate oralmente.
Gli studi etnomusicologi del secolo scorso hanno contribuito a preservarne la conoscenza: pionieristiche sono state le trascrizioni di Giovanni Ginobili, contenute nei volumetti dei Canti popolareschi piceni, redatti insieme al compositore maceratese Lino Liviabella. Per quanto riguarda lo strumentario, il saltarello si esegue accompagnato da organetto e tamburello. Il saltarello costituisce, inoltre, la base melodica e metrico-ritmica di molti canti tradizionali, fra cui i canti a dispetto e alcuni canti di questua.
Il saltarello, essendo espressione della musica popolare, non è mai uguale, variando da zona a zona, ciascuno portando le proprie peculiari caratteristiche. Il saltarello alla petriolese, che ancora oggi si può ascoltare e gustare incontaminato cosi come veniva danzato e suonato oltre un secolo fa, è uno tra i più singolari perché risulta essere il più articolato, sia musicalmente che coreuticamente: mentre gli altri saltarelli hanno due o tre parti, il nostro si articola in ben 5 parti. Non è un saltarello parzialmente inventato o ricostruito usando pezzi di altri saltarelli, come frequentemente si ascolta oggigiorno.
È l’espressione più autentica e genuina della antica tradizione della Marca centrale.
Il saltarello e i canti di Giovanni Ginobili hanno goduto sempre di particolare attenzione presso il nostro paese, tradizione che è stata possibile tramandare e rafforzare negli anni grazie al Gruppo spontaneo “Pitrio’ mmia” che opera nel nostro paese e nel territorio circostante da più di 50 anni.

 
Partecipanti

Attività adatta a tutti, anche ai più piccoli. Bambini sopra i 6 anni con accompagnamento

 

Costi

Evento gratuito

 
 

Prenotazioni

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11 settembre 2026

Posti disponibili: 30

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12 settembre 2026

Posti disponibili: 30

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13 settembre 2026

Posti disponibili: 30

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Il laboratorio potrà accogliere fino ad un massimo di 30 persone e verrà attivato al raggiungimento di un minimo di 5 persone.
 
 

Contatti

Telefono
0733550601
 

Organizzatore

Gruppo Folkloristico “Pitriò mmia”
Gruppo Folkloristico “Pitriò mmia”
Associazioni Comunali | Cultura

Pitriò Mmia, gruppo folcloristico di Petriolo, custodisce musiche, costumi e il ritmo vivace del saltarello, danza simbolo delle Marche. Con passi rapidi e un’energia contagiosa racconta l’anima autentica della comunità.
Il progetto “Terra di poeti, scrittori e antiche tradizioni” (CUP: G31C24000190006) è finanziato dalla Regione Marche nell’ambito del PR MARCHE FESR 2021/2027 – Asse 1 – OS 1.2 – Azione 1.2.2 – Intervento 1.2.2.2 – Erogazione di finanziamenti a Enti locali per il dispiegamento nel territorio regionale di servizi pubblici digitali integrati, con il cofinanziamento dell’Unione Europea. L’iniziativa prevede la realizzazione di un portale web turistico multilingue per la valorizzazione del territorio, con una sezione dedicata alle aziende locali, strumenti per la promozione di itinerari ed esperienze per turisti e visitatori, itinerari digitali con tecnologie IoT e realtà aumentata per la scoperta dei principali punti di interesse e esperienze di degustazione di prodotti locali. Contributo concesso: € 45.000,00.
 

 
Petriolo Turismo
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