Alla scoperta del borgo


Tipologia   Storico-Artistico
 
Tecnologia   AR/VR
 
Numero Tappe   3
 
Difficoltà 
 
Parti dal Sacrario dei Caduti e arriva al Castello di Petriolo, dove si ergono maestosi il Santuario Madonna della Misericordia, la Chiesa dei SS. Martino e Marco e la Torre Civica.
Visita il borgo poco prima del tramonto, quando le sfumature ramate tingono le cime dei Monti Sibillini e i paesi all’orizzonte.

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1Sacrario dei caduti in guerra

Il percorso prende inizio dal Sacrario dei caduti in guerra, un luogo di grande significato per i petriolesi, costruito dove sorgeva l’antica Chiesa del Crocifisso.

L’esterno dell’edificio è caratterizzato da un cannone storico con proiettili d’epoca e da diverse pietre commemorative, sulle quali sono incisi i nomi dei soldati caduti in guerra.

All’interno, le pareti della sala riportano i nomi delle battaglie combattute e le immagini dei luoghi bellici.
Al centro, quattro urne di marmo contengono i resti dei soldati ritornati dai vari teatri di guerra europei.
Sul fondo, un altare, con simboli cristiani, rende omaggio a coloro che si sono sacrificati per la patria.

 

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2Piazza San Martino

Prosegui lungo la strada provinciale fino a raggiungere l’ingresso del Castello di Petriolo, che racchiude tra le sue mura l’intero borgo. Petriolo non si sviluppa attorno a una piazza centrale, ma si snoda attraverso un reticolo intricato di vicoli e viuzze che ospitano la maggior parte degli edifici storici.
La struttura medievale del borgo si fonde armoniosamente con le ristrutturazioni settecentesche dell’architetto Pietro Augustoni. Fu lui a progettare il belvedere che si affaccia su Piazza San Martino.
Il Santuario Madonna della Misericordia, fondato alla fine del XV secolo, è uno dei luoghi di culto più amati della zona. Secondo la leggenda, la prima domenica di settembre del 1525, una statua lignea della Madonna, partita dall’Abruzzo e diretta verso la Toscana, si fermò proprio davanti alla chiesa e rifiutò di proseguire. Gli abitanti di Petriolo interpretarono questo gesto come un segno miracoloso e decorarono la porta d’ingresso con bassorilievi che ricordano questa credenza.

Di fronte al santuario si erge la Chiesa dei SS. Martino e Marco, le cui origini risalgono al XIII secolo. Ciò che la rende unica è il suo profondo legame con il mondo del lavoro. Lungo le sue pareti sono raffigurati santi protettori di diverse categorie di lavoratori, come San Francesco di Paola per i fornaciai, San Giuseppe per i falegnami, San Biagio per i cordai, i Santi Crispino e Crispiniano per i calzolai, Sant’Emidio per la protezione dai terremoti, Sant’Antonio Abate e San Vincenzo Ferreri per i contadini.
Nella giornata di San Marco, i vari gruppi di lavoratori portavano in processione il proprio santo, concludendo la giornata con una grande fiera che univa festa, fede e devozione per il proprio lavoro.

La Torre Civica, alta 35 metri, è uno degli elementi più significativi della città e la sua funzione storica è strettamente legata alla vita della comunità. Nel 1575 è stata oggetto di interventi di restauro per garantirne la funzionalità, confermando l’importanza che aveva per la cittadinanza. La presenza della campana civica, che scandiva il ritmo della vita quotidiana, rafforzava ulteriormente questo legame con la comunità.
Il successivo restauro, che ha incluso l’orologio pubblico, ha consolidato il valore della torre come strumento di misurazione del tempo, evidenziando l’attenzione al dettaglio e alla puntualità nelle attività lavorative.
Oltre alla sua funzione pratica, la torre offriva anche uno spettacolare punto di osservazione su Piazza San Martino e sul panorama circostante.

 

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3Belvedere Piazza San Martino

Concludi il percorso affacciandoti alla finestra che dà sui Monti Sibillini. La vista spazia dalla riviera adriatica alle montagne, con numerosi paesini all’orizzonte e le famose cime del Gran Sasso, del Monte Vettore e dei Monti della Laga che spiccano imponenti sul panorama.

Qualsiasi momento è perfetto per perdersi in una vista del genere, ma al tramonto, con le colline e le montagne che si tingono di rosso, ti sembrerà davvero di essere in pace con il mondo e non vorrai più andartene.

 

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